AI TAMBURI TRA POCO SI VIVRAʼ COSIʼ

22 giugno 2010 alle 22:15 | Pubblicato su Le Azioni di 'Taranto libera' | Lascia un commento

AI TAMBURI TRA POCO SI VIVRAʼ COSIʼ.

Quartiere Tamburi contaminato.

Ma fino a settembre che si fa?

E’ necessario indicare quali misure precauzionali adottare per evitare che i bambini entrino in contatto diretto con le pericolose sostanze riscontrate nello strato superficiale dei terreni.

Ormai si è detto di tutto e di più sulla questione ambientale tarantina e su quali potrebbero essere le possibili soluzioni al problema. Solo qualche giorno fa, però, parlavamo di un nuovo sopraluogo fatto da alcuni tecnici nel quartiere Tamburi, la zona periferica della città di Taranto che si sviluppa a poche centinaia di metri dal colosso d’acciaio Ilva, seguito poi da una relazione che metteva in evidenza la presenza di notevoli sostanze inquinati nel sottosuolo. La situazione è a dir poco critica per non dire allarmante. I tecnici hanno effettuato 32 sondaggi e utilizzato sei piezometri per portare a termine i 114 campionamenti complessivi. Cosa hanno scoperto? I quindici ettari verdi sono risultati contaminati da moltissime sostanze tossiche e cancerogene come antimonio, berillio, manganese, tricloroetano, benzo(a)pirene solo per citarne alcuni. Ma l’esame in questione ha rilevato valori molto alti di sostanze come arsenico, cromo totale, cobalto, nichel. Tenendo conto che stiamo parlando di una zona con una densità di popolazione non indifferente e che le sostanze citate superano il valore consentito dalle attuali norme vigenti, il Comune di Taranto ha deciso di avviare un bonifica dell’intera area entro però il mese di settembre. Ma fino a settembre cosa dovranno fare i cittadini per tutelare da soli (fino a settembre non succederà nulla) la loro salute? Beh, fino ad ora le istituzioni tacciono e non sarebbe una novità per chi vive nella città più inquinata d’Europa. Questo è il trend a Taranto. Ognuno provvedesse per sé insomma….
Ma come spesso accade sono i comitati che ad un certo punto si pongono gli interrogativi e si chiedono: Ma cosa devono fare i cittadini, in una situazione così preoccupante, a salvaguardare la salute di grandi e piccini? La risposta non ce la danno loro, ma Taranto libera, il comitato cittadino che si batte per il diritto alla salute, solleva il problema con queste parole.
“In riferimento al piano di intervento di bonifica del quartiere Tamburi presentato nel corso della recente conferenza stampa (12 Giugno 2010), a seguito della rilevazione di valori di contaminanti superiori ai limiti consentiti per legge, riteniamo necessario che le Autorità competenti attuino una immediata campagna di informazione volta a comunicare, in maniera semplice e diretta, alla popolazione interessata, la possibilità di rischio per la salute dei bambini residenti nei pressi delle aree contaminate. A nostro avviso, è necessario indicare quali misure precauzionali adottare per evitare che i bambini entrino in contatto diretto con le pericolose sostanze riscontrate nello strato superficiale (top soil) dei terreni. Riteniamo doveroso, a tal fine, rendere noto quanto emerso dall’ indagine di valutazione del rischio sulla salute umana. Quanto riportato nella relazione tecnica descrittiva circa la pericolosità sui bambini degli inquinanti indagati non è stato opportunamente messo in evidenza nel corso della conferenza stampa. Nella relazione si legge: ‘I risultati dell’analisi di Rischio hanno evidenziato un rischio totale per le sostanze cancerogene, scenario bambini, pari ad un valore che risulta essere non accettabile (3.86E-05 mentre 1E-05 è il valore limite D.Lgs.152/06). I rischi per sostanze cancerogene derivanti da ciascun contaminante, per il suolo superficiale è risultato non accettabile per PCB (ingestione di suolo e contatto dermico) e Berillio (ingestione di suolo). Il rischio totale (HI) per le sostanze non cancerogene è pari a 3.12 (1 è il valore limite D.Lgs.152/06) e risulta non accettabile’’. E’ dunque emerso un rischio sanitario per sostanze cancerogene e non cancerogene diversamente distribuite nelle aree analizzate. Il rischio non accettabile per il suolo superficiale riguarda anche i seguenti composti: Benzo(a)pirene, Antimonio, Ferro, Piombo, Manganese. Nel caso di Berillio, Ferro e Manganese si sono verificati superamenti dei limiti consentiti per legge in tutte le aree analizzate. Ricordiamo, infine, che, sebbene si rendano necessari interventi d’emergenza di bonifica e di messa in sicurezza delle aree contaminate, la presenza costante della fonte inquinante nei pressi del centro abitato, continuerà a rappresentare un rischio per la salute degli abitanti del quartiere Tamburi per il verificarsi di successive nuove deposizioni sui terreni e poiché gli inquinanti vengono assunti anche e soprattutto per inalazione (non solo per contatto)”.

Bene il problema esiste e non facciamo come fanno gli struzzi che per non vedere o non essere visti, affondano la tessa nella sabbia. Qualcuno dica a quelle famiglie come limitare i danni fino a settembre.

Antonello Corigliano, martedi 22 giugno 2010 Pugliapress

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